16 marzo 2017

ABITARE COLLABORATIVO: nuovi borghi e immobili pubblici per famiglie e persone in difficoltà

 

 E' triplice, articolato e ambizioso l'obiettivo individuato dalla Fondazione Casa Lucca per il progetto “Abitare collaborativo” presentato oggi a Palazzo Ducale nel corso di una conferenza stampa.

Da una parte, infatti, si punta a recuperare e rivitalizzare piccoli borghi rurali e collinari; dall'altra ad offrire delle risposte concrete alle esigenze di bisogno abitativo sul territorio per una determinata fascia di popolazione in stato di disagio; inoltre sono previsti interventi di ristrutturazione delle abitazioni improntanti al risparmio energetico, al minor impatto ambientale riducendo i consumi e all'impiego di materiali costruttivi tradizionali e ai fondamenti di bioarchitettura e bioedilizia.

 

Il sottotitolo del progetto – per la creazione di Comunità solidali e virtuose in Lucchesia – è esaustivo anche per il motivo ispiratore dell'iniziativa presentata dal presidente della Fondazione Casa Lucca Carlo Lazzarini, dal vicepresidente Mario Regoli insieme con la direttrice Daniela Micheletti, dal presidente della Provincia Luca Menesini, dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Arturo Lattanzi e dall'assessore alle politiche abitative del Comune di Lucca Antonio Sichi.

 

“Abitare collaborativo” è, in sostanza, la prosecuzione del precedente progetto nato nel 2010 “Per una rete dell'alloggio sociale in provincia di Lucca” che aveva visto unite la Regione Toscana, la Provincia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione Casa permettendo di recuperare, dopo l'acquisizione, un ampio patrimonio immobiliare invenduto o sfitto, poi ristrutturato senza ulteriore consumo di suolo.

Il nuovo progetto, come accennato, nel solco del precedente, prevede il recupero di edifici di proprietà pubblica (di enti o di scuole) e privata (enti religiosi) situati in periferie urbane o in aree collinari limitrofe ai centri urbani.

 

Gli obiettivi. E' prevista la creazione di un insieme di alloggi a canone convenzionato con destinazioni d'uso differente, insieme con la presenza di servizi socio-culturali e ricreativi. La finalità, infatti, è anche quella di creare i presupposti per un'integrazione dell'esigenza abitativa, dello sviluppo sociale e del miglioramento della qualità delle vita in quartieri periferici o borghi collinari creando alloggi ad hoc e servizi di comunità.

 

I soggetti coinvolti. In primis la Fondazione Casa Lucca che è soggetto promotore insieme con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ed ente attuatore. I partners sono gli altri enti pubblici soci della Fondazione Casa (Comuni, Provincia, Arcidiocesi di Lucca, Inbar, associazioni di categoria, realtà del terzo settore e del privato sociale.

 

Il contesto e i destinatari. Tenuto conto che il progetto ha un raggio di azione provinciale e riguarda, come accennato, i borghi collinari e le periferie, la ristrutturazione degli immobili è mirata anche al superamento della carenza di servizi adeguati, della difficoltà di mobilità delle persone e quant'altro, cercando di interrompere la deriva dell'isolamento o della marginalità. Attraverso la 'rinascita' di borghi abbandonati o edifici dismessi, quindi, si vuole combattere il fenomeno del degrado e dell'abbandono anche grazie all'aiuto delle comunità locali.

L'idea è di dar vita a forma di housing sociale che riguardino livelli diversi delle popolazione: la cosiddetta “fascia grigia” popolata da lavoratori precari e famiglie in difficoltà che non riescono a restare nel mercato privato degli affitti, né tantomeno ad acquistare un'abitazione, oppure che non sono compresi nel ristretto ambito dell'edilizia sociale pubblica. Ma anche situazioni di marginalità più accentuata (persone senza dimora, ad esempio) e condizioni di fragilità o a rischio povertà (anziani, padri separati, ecc.), oppure persone che hanno concluso i percorsi di recupero o che si trovano in strutture socio-sanitarie (donne vittime di tratta e di violenze) che spesso si trovano senza un’abitazione da cui ripartire.

 

Tra gli elementi innovativi del progetto – commenta il presidente della Fondazione Casa Lazzarinimetto l'accento sulla concezione che l'abitazione diventa un luogo al centro di un processo di recupero e rivitalizzazione del tessuto sociale ed economico all'interno del quale è inserita. I soggetti stessi sono parte attiva della riqualificazione mentre dal punto di vista costruttivo è prevista una particolare attenzione agli aspetti di integrazione ambientale e paesaggistica”.

 

Il programma di housing sociale – dichiara il presidente della Fondazione CRLucca Lattanzi - rappresenta da anni una delle priorità per la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ha da subito creduto in un’iniziativa nata da una progettualità condivisa tra una molteplicità di attori. Come avvenuto di recente anche per il recupero delle Mura, l’importante contributo della Fondazione ha funzionato da catalizzatore di ulteriori risorse – in questo caso della Regione – di cui altrimenti il nostro territorio non avrebbe potuto beneficiare. Il tutto per un progetto che rappresenta un modello anche nella prassi operativa: infatti sono stati acquistati e ristrutturati oltre 50 appartamenti diffusi in maniera capillare sul territorio della provincia, rendendo abitabili edifici già esistenti con un impatto ambientale nullo o limitato, che ha evitato un ulteriore consumo del suolo”.

 

Gli aspetti da sottolineare – afferma il presidente della Provincia Menesini – sono molti e in particolare la sinergia che vede vari enti coinvolti attivamente in questo progetto con il chiaro obiettivo di recuperare e riutilizzare immobili già esistenti da destinare a persone in seria difficoltà. La casa, come il lavoro, rappresenta un elemento fondamentale della dignità delle persone ed è per questo che la Fondazione Casa interviene con un'azione di supporto e di aiuto concreto alle famiglie che diventa anche percorso di recupero di borghi o abitazioni in disuso”.

 

Gli immobili – per un totale di 28 appartamenti/locali - sono situati a Lucca nell'area collinare di Arsina, nella frazione di Antisciana nel comune di Castelnuovo Garfagnana, a Tassignano (Capannori) ad Oneta (Borgo a Mozzano) e alla Ficaia (Massarosa), complesso abitativo già di proprietà della Fondazione Casa all'interno del quale è già stato realizzato un progetto di alloggi transitori inaugurati nel novembre del 2015.

 

L'investimento previsto ammonta ad oltre 2 milioni di euro, per la precisione a 2 milioni e 205mila euro derivanti dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (1,6 milioni di euro), dalla quota della Fondazione Casa Lucca (circa 370mila euro) e dal restante cofinanziamento dei soci della Fondazione per circa 237mila euro.

 

Le fasi del progetto. Già individuate le zone e gli edifici da recuperare, alcuni interventi di ristrutturazione sono già iniziati e proseguiranno nei prossimi mesi. In contemporanea sono previsti incontri con le comunità locali. Finite le ristrutturazioni degli immobili si passerà alla fase di allestimento degli arredi e, successivamente, all'inserimento delle famiglie (o delle persone) negli alloggi. Quest'ultima procedura sarà curata dalla Fondazione Casa Lucca in collaborazione con i Comuni interessati attraverso l'assegnazione delle case attraverso un bando. Secondo il programma della Fondazione Casa gli interventi di ristrutturazione e allestimento delle abitazioni dovrebbero concludersi tra il 2017 e il 2018 per poi accogliere le famiglie all'inizio del 2019.

 

La fase di sviluppo del progetto “Abitare collaborativo” prevede – sempre con lo stesso sistema – la sistemazione e l'apertura alle famiglie in difficoltà di ulteriori appartamenti nei territori dei Comuni che sono soci della Fondazione Casa Lucca.

 

 

 

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